“Racconti Sospesi”: “I dubbi di Alvise Scutaro”

Martedì 18 agosto alle 21 l’autore Ettore Neri dialogherà con il giornalista Michele Morabito

Prosegue il ciclo di incontri “Racconti Sospesi” organizzati dal Gruppo Stampa Versilia nella preziosa cornice della Terrazza del Bistrot del Fortino a Lido di Camaiore. Martedì 18 agosto alle 21 arriva Ettore Neri con “I dubbi di Alvise Scutaro” edito da Giovane Holden Edizioni, Con lui dialogherà Michele Morabito, giornalista socio del nostro gruppo. Ingresso libero

In una Versilia sospesa tra quiete apparente e tensioni sotterranee, la morte di una donna lungo una strada di collina viene archiviata in fretta come incidente. È un dettaglio minimo, una stonatura quasi impercettibile, a incrinare quella versione: il dubbio nasce dall’intuizione di Alvise Scutaro, maresciallo radicato nel territorio, e trova sviluppo nell’indagine di Nicodemo Gatti, chiamato a raccogliere e approfondire quella prima incrinatura.

Gatti, uomo segnato da una stagione recente di disincanto e fatica interiore, conduce l’inchiesta con uno sguardo attento alle crepe della realtà più che alle sue apparenze. Tra Firenze e la costa apuana, l’indagine si allarga progressivamente, portando alla luce una trama complessa in cui documenti formalmente ineccepibili si scontrano con evidenze concrete.

Emergono così interessi economici, opacità amministrative e possibili violazioni ambientali, in un contesto dove il confine tra legalità e abuso si fa incerto e sfuggente. Attorno ai due marescialli si muove una galleria di figure credibili e sfaccettate, ciascuna portatrice di verità parziali, reticenze o convenienze. Il territorio stesso, con le sue attività produttive e le sue zone d’ombra, diventa parte integrante del racconto, contribuendo a costruire un clima di ambiguità crescente.

Nel procedere dell’indagine, il dubbio iniziale si trasforma in una domanda più ampia, che coinvolge non solo i fatti, ma lo sguardo di chi li osserva. E proprio nella sua fragilità, lontana da ogni eroismo, Gatti trova la misura più autentica del proprio ruolo: non sciogliere ogni enigma, ma avvicinarsi a una verità complessa, sempre parziale, che interroga la coscienza prima ancora della legge.