Racconti Sospesi: “Versilia Noire” di G. Lorenzini

Il libro dello storico giornalista locale de “La Nazione” arricchito dalle immagini del fotografo Aldo Umicini

Racconti Sospesi – Venticinque anni di sangue raccontati in “Versilia Noire” (Edizioni L’Ancora) è il libro di Giovanni Lorenzini, storico giornalista della redazione di Viareggio de “La Nazione”. Il libro è arricchito dalla prefazione del collega del Gruppo Stampa Versilia, Umberto Guidi e dalle immagini del fotografo Aldo Umicini.

L’incontro di presentazione del libro sarà al Bistrot del Fortino di Lido di Camaiore martedì 11 agosto 2026 alle ore 21. Dialoga con l’autore il giornalista del nostro gruppo Umberto Guidi.

Il libro (che è dedicato a Corrado Benzio) è scritto da chi, come cronista, si è basato sulle testimonianze raccolte, direttamente sul posto o seguendo gli sviluppi delle indagini o – quando le vicende sono arrivate in tribunale – i processi. Versilia Noire ripercorre tutti i delitti irrisolti della terra versiliese, una sorta di antologia di quei casi di cronaca nera – scrive Giovanni Lorenzini nella presentazione – che dagli anni Settanta del secolo scorso fino ad oggi, non sono stati risolti. O nel caso in cui siano arrivati alla soluzione (con sentenze di terzo grado passate in giudicato) presentano ancora dei lati oscuri.

Molti di questi casi sono finiti sulla cronaca nazionale e ogni tanto riaffiorano, senza però trovare spunti per riaprirli, come è avvenuto altrove. Altri ancora sono stati “inghiottiti” dall’oblio, lasciando i parenti delle vittime nella più cupa disperazione per essere stati dimenticati e non avere avuto giustizia. Casi di sangue, come l’omicidio di don Pilade Nicoletti, il parroco di Ponterosso; il rapimento e la sparizione di Carmine Porrino; le sorelle Moriconi picchiate a morte durante una rapina a Metato; l’omicidio di Pietro Arena che aveva scoperto un ladro in un chiosco della pineta di Levante; le misteriose scomparse di Cinzia Bernardo e di Pablo Babboni e il giovane cinese senza nome trovato morto in un oliveto a Bozzano.

Nomi e volti, apparsi sulla cronaca nera di tv e giornali, quando ancora internet non c’era e lì rimasti, a testimoniare il mancato trionfo della giustizia, nonostante l’impegno di investigatori e magistrati.