Fuoco è il tema della XXIII edizione del Festival della Mente, a Sarzana dal 4 al 6 settembre 2026.
In programma 34 eventi più 11 appuntamenti per bambini e ragazzi, con oltre 50 protagonisti. Si è tenuta questa mattina la conferenza stampa di presentazione della XXIII edizione del Festival della Mente, che si svolgerà a Sarzana da venerdì 4 a domenica 6 settembre. Il tema di quest’anno, fuoco, sarà lo spunto per scrittori, scienziati, economisti, storici, artisti invitati a esplorare i meccanismi della creatività e della nascita delle idee, cifra di questa manifestazione. Il festival è promosso da Fondazione Carispezia e dal Comune di Sarzana ed è diretto da Benedetta Marietti. «“Non puoi spegnere un fuoco – / un oggetto che brucia / può andare da sé senza ventaglio / nella notte più mite –”. Emily Dickinson scrive di un fuoco che investe i sentimenti più autentici dell’animo umano, – afferma Benedetta Marietti – un incendio inarrestabile che possiede una forza autonoma: è la scintilla delle emozioni, della passione, della genialità artistica, della vitalità, ma anche del dolore che brucia in silenzio.
Ed è proprio la parola fuoco il filo conduttore della XXIII edizione del Festival della Mente, il primo festival europeo dedicato alla creatività e alla nascita delle idee. Elemento sacro per eccellenza, portatore di vita e di morte, simbolo di purificazione e distruzione, il fuoco è un prisma che riflette la vocazione multidisciplinare del festival e insieme lo Zeitgeist di un’epoca complessa e difficile da definire». L’apertura è affidata alla lectio magistralis di Paolo Benanti e alle potenzialità dell’intelligenza artificiale che ricorda il “nuovo fuoco primordiale”, quello rubato 1 da Prometeo. Il fuoco è considerato fin dall’antichità l’origine dell’ordine cosmico e saranno molte le occasioni per affrontare, anche attraverso i miti, il rapporto degli antichi con la sua simbologia.
Si indagheranno le forme e le forze, archetipiche della natura innescate dal fuoco, come i vulcani; l’ambivalente essenza del fuoco, distruttrice ma indispensabile alla vita; i crescenti fabbisogni di energia che determineranno cambiamenti ancora poco chiari e le piante, con il loro incessante lavoro e la loro indispensabile presenza nella nostra alimentazione. Poiché il fuoco è indissolubilmente associato all’energia creativa (specie quella artistica), si esamineranno lo sguardo del cinema e il rapporto con ciò che guardiamo, il racconto di sé nelle forme di narrativa autobiografica, e la resa della forza trasformatrice e distruttrice del fuoco nella pittura. La mente è una fucina, custodisce la memoria e i ricordi, si adatta ai cambiamenti esterni ma può anche incrinarsi e confondere le azioni conducendole fuori rotta, come racconteranno al festival neuropsichiatri e psicologi. Fuoco è spesso metafora di guerra e distruzione: delle guerre che stanno trasformando il sistema globale, ma anche delle parole che provano a spegnerle, si discuterà con giornalisti, criminologi e scrittori che si sono arruolati in prima linea per il loro paese. Anche la Storia è costellata di eventi in cui il fuoco ha avuto un ruolo da protagonista: basti pensare al rogo di Giovanna d’Arco o all’incendio che distrusse Cartagine, ma anche a San Francesco che con il fuoco intratteneva un dialogo continuo. Il fuoco della passione ispira gli incontri dedicati all’universo dei sentimenti e delle emozioni: la pazienza che assomiglia alle braci, il desiderio innescato da un incontro, la sopravvivenza alle prove più estreme grazie al fuoco dell’amore, quello stesso amore che permette alle storie familiari di attraversare i secoli.
Al festival, come da tradizione, andranno in scena anche una serie di spettacoli teatrali e musicali, sempre nel segno del fuoco. La stessa modalità multidisciplinare di ricerca viene estesa al palinsesto dedicato ai più piccoli e ai giovani, con una serie di laboratori e spettacoli dedicati al fuoco a cura di Francesca Gianfranchi.
Anche quest’anno, la città si animerà con il ricco ciclo di appuntamenti dell’extraFestival. La manifestazione conta sull’impegno e l’entusiasmo di 250 volontari, studentesse e studenti delle università di tutta Italia e delle scuole superiori del territorio. 2 La Spezia, 16 luglio 2026 – La XXIII edizione del Festival della Mente, il primo festival europeo dedicato alla creatività e alla nascita delle idee, si terrà a Sarzana da venerdì 4 a domenica 6 settembre. Il festival è promosso da Fondazione Carispezia e dal Comune di Sarzana ed è diretto da Benedetta Marietti. Il tema di questa edizione è fuoco. Oltre 50 relatrici e relatori animeranno 34 eventi (più 1 bis), 9 appuntamenti dedicati a bambine e bambini, ragazze e ragazzi (17 con le repliche), 2 workshop praticaMente, curati da Francesca Gianfranchi, e il palinsesto di extraFestival.
La manifestazione conta sull’impegno e l’entusiasmo di 250 volontari, studentesse e studenti delle università di tutta Italia e delle scuole superiori del territorio. Afferma il Sindaco di Sarzana Cristina Ponzanelli: «Ci sono eventi che una città ospita, e altri che, anno dopo anno, finiscono per raccontarne l’anima. Il Festival della Mente appartiene a questa seconda categoria. Da oltre vent’anni Sarzana apre le proprie piazze, le sue strade e i suoi luoghi di incontro a migliaia di persone che arrivano qui per ascoltare, confrontarsi, scoprire, ma soprattutto per condividere il piacere del pensiero. È forse questa la sua forza più autentica: ricordarci che la cultura non divide, ma unisce, creando occasioni di incontro tra generazioni, esperienze e sensibilità diverse.
Il tema scelto per questa edizione, il fuoco, richiama una delle immagini più potenti della nostra storia culturale. Il fuoco di Prometeo è certamente il simbolo della conoscenza e del progresso, ma è anche ciò che illumina il cammino, riscalda le comunità e invita le persone a ritrovarsi. In un tempo in cui il confronto è spesso sacrificato alla velocità e alla superficialità, il Festival della Mente ci offre invece uno spazio prezioso dove fermarsi, ascoltare e lasciare che siano le idee ad accendere nuove domande.
Anche quest’anno Sarzana avrà il privilegio di accogliere protagonisti della cultura, della scienza, della filosofia, dell’arte e dell’attualità, voci autorevoli che contribuiranno a costruire un dialogo aperto e stimolante. Ma il festival guarda anche al futuro attraverso il programma dedicato alle bambine e ai bambini, perché la curiosità è il primo passo verso la libertà di pensiero e il desiderio di conoscere nasce fin dall’infanzia.
Per Sarzana il Festival della Mente non rappresenta soltanto un grande evento culturale. È una parte della nostra identità, un patrimonio condiviso che ogni anno rinnova il legame tra la città e il mondo delle idee. Per qualche giorno Sarzana diventa il luogo dove il sapere incontra la vita quotidiana e dove una comunità intera si riconosce nel valore più prezioso che possediamo: la capacità di continuare a porci domande, ad ascoltare gli altri e a immaginare insieme il futuro». Dichiara il Presidente della Fondazione Carispezia Andrea Corradino: «Il Festival della Mente si conferma ogni anno come uno degli appuntamenti culturali più significativi del 3 panorama nazionale, capace di coinvolgere generazioni diverse e di offrire uno spazio prezioso di incontro, approfondimento e confronto. In un tempo segnato da grandi trasformazioni, la cultura rappresenta uno strumento fondamentale per interpretare la complessità del presente, alimentare il pensiero critico e rafforzare il senso di appartenenza. Il tema del fuoco, filo conduttore di questa edizione, richiama un elemento che accompagna da sempre la storia dell’umanità: simbolo di trasformazione, scoperta e nuove possibilità.
Il fuoco è energia che alimenta creatività e ricerca, ma richiama anche la necessità di equilibrio, consapevolezza e responsabilità. Attraverso linguaggi e prospettive differenti, il festival invita a riflettere sulle forze che guidano il cambiamento e sulle idee capaci di dare forma al nostro futuro. Anche quest’anno Fondazione Carispezia, grazie alla consolidata sinergia con il Comune di Sarzana, conferma il proprio impegno nel sostenere un progetto che valorizza il territorio e promuove la cultura come bene condiviso, favorendo il dialogo tra saperi, generazioni e comunità». Afferma Benedetta Marietti, direttrice del Festival della Mente: «“Non puoi spegnere un fuoco – / un oggetto che brucia / può andare da sé senza ventaglio / nella notte più mite –”. Emily Dickinson scrive di un fuoco che investe i sentimenti più autentici dell’animo umano, un incendio inarrestabile che possiede una forza autonoma: è la scintilla delle emozioni, della passione, della genialità artistica, della vitalità, ma anche del dolore che brucia in silenzio.
Ed è proprio la parola fuoco il filo conduttore della XXIII edizione del Festival della Mente, il primo festival europeo dedicato alla creatività e alla nascita delle idee. Elemento sacro per eccellenza, portatore di vita e di morte, simbolo di purificazione e distruzione, il fuoco – che verrà declinato a Sarzana nei suoi tanti significati – è un prisma che riflette la vocazione multidisciplinare del festival e insieme lo Zeitgeist di un’epoca complessa e difficile da definire. Il fuoco è l’esplosione delle troppe guerre ancora in corso, e gli incendi provocati dal cambiamento climatico, ma è anche il focolare domestico, il calore che cuoce gli alimenti, la fiamma che ha segnato l’evoluzione umana trasformandosi in in fonte di calore, di luce e di energia, e favorendo le prime forme di socialità e di racconto corale. Ed è la forza che ribolle sotto la crosta terrestre e dà vita ai vulcani, tanto cari, anch’essi, a Emily Dickinson.
Attraverso le voci delle relatrici e dei relatori della XXIII edizione del festival, che ci guidano nel cammino della conoscenza, intraprenderemo un viaggio alla scoperta del fuoco che dà vita e che distrugge, che è sempre in movimento e sempre ci trasforma, con l’augurio che queste parole ci forniscano maggiore consapevolezza e capacità di usare il pensiero critico per leggere il presente, immaginare il futuro e tenere accesa la fiamma della curiosità che ci rende umani». 1Emily Dickinson, F583 / J530, in Tutte le poesie, a cura di Marisa Bulgheroni, trad. di Silvio Raffo, Milano, Mondadori, «I Meridiani», 1997.
IL PROGRAMMA In apertura L’intelligenza artificiale è il nuovo fuoco primordiale, quello rubato da Prometeo, che un gesto antico custodisce affinché non si spenga e non divori. Come custodire questo fuoco modernissimo, questa nuovissima potenzialità, che ha anche capacità predittive (la sua abilità basata sui dati), senza esserne divorati è la domanda che innesca la Lectio magistralis Custodire il fuoco. Tecnica, potere e futuro nell’età dell’intelligenza artificiale (venerdì 4 settembre) di Paolo Benanti, che apre ufficialmente la XXIII edizione del Festival della Mente. In principio fu il fuoco Il fuoco è considerato fin dall’antichità l’origine dell’ordine cosmico [kósmos].
Saranno molte le occasioni per esplorare il rapporto degli antichi, anche attraverso i miti, con il fuoco, la sua simbologia il cui fascino arriva sino a noi. Nell’appuntamento Il fuoco e la terra (venerdì 4 settembre) lo scrittore, storico e filosofo Paolo Pecere approfondirà l’ambivalente potenza del fuoco: necessario alla vita, ma anche forza distruttrice, come raccontano gli indomabili incendi dei pozzi petroliferi nigeriani o dei boschi californiani. Matteo Nucci, finalista al Premio Strega 2026 con Platone. Una storia d’amore (Feltrinelli, 2025), elabora per il festival, a cui partecipa ininterrottamente dal 2015, una sua trilogia di lectio a tema. L’anno scorso aveva raccontato la figura di Platone, quest’anno le sue tre lezioni saranno dedicate al fuoco e alle figure mitologiche che da sempre lo rappresentano: Prometeo (venerdì 4 settembre), che rubò il fuoco agli dèi per farne dono agli esseri umani, offrendo loro la possibilità di procedere verso un’evoluzione altrimenti impensabile; Estia (sabato 5 settembre), la divinità del focolare domestico e del fuoco divino, grazie alla quale abbiamo la possibilità di dedicare il nostro tempo alle occupazioni più nobili, quelle libere dal lavoro produttivo; e infine Efesto (domenica 6 settembre), il fabbro perennemente all’opera nella sua fucina, capace di dare al fuoco il suo potere più sconvolgente, quello trasformativo, in grado di incidere sull’animo umano affinché accantoni il passato, i dolori che custodisce. Sara Barsotti, fisica a capo del dipartimento Attività vulcanica e pericoli vulcanici presso l’Ufficio Meteorologico Islandese – Osservatorio Vulcanologico, e Leonardo Piccione, scrittore che vive gran parte dell’anno in Islanda, condivideranno le loro esperienze durante l’incontro Eldritið – Il racconto del fuoco (sabato 5 settembre). Al centro l’Islanda, dove approdarono nell’874 d.C. i primi coloni, i quali dovettero da subito imparare a convivere, come fanno gli abitanti di oggi, con i vulcani, a leggerli, a interpretarli, eruzione dopo 5 eruzione. Dibattendosi tra catastrofe e adattamento. Il fuoco è la forma archetipica dell’energia, la forza invisibile che mette in moto il mondo, tanto quello naturale quanto quello abitato dall’uomo. Da questa prospettiva Roberto Battiston, professore ordinario di Fisica sperimentale all’Università degli Studi di Trento, offrirà una lettura del presente intrecciando storia, scienza e politica nell’appuntamento Energia: una storia di creazione e distruzione (domenica 6 settembre). Mentre la transizione verso le fonti rinnovabili si scontra con guerre e competizione globale, la domanda decisiva che Battiston pone non è di quanta energia ci sarà bisogno in futuro, ma come sarà il mondo quando cambierà il modo di produrla.
La straordinaria peculiarità delle piante – quella che rende possibile la vita sul nostro Pianeta, per noi e per tutti gli esseri viventi – è quella di mediare l’energia solare e di trasformarla in energia chimica. Questo processo, incessante sin dall’origine della vita sulla Terra, fa delle piante le protagoniste dei miti ancestrali. Paola Bonfante, professoressa emerita di Biologia vegetale dell’Università degli Studi di Torino, nel suo intervento dal titolo Piante: fuoco, terra, umani (venerdì 4 settembre) suggerirà un viaggio tra scienza, arte, mito ed emozioni per scoprire il legame profondo – e spesso frainteso – tra gli esseri umani e il mondo vegetale. Attraverso il fuoco si può raccontare la storia dell’umanità. Enza Elena Spinapolice – archeologa del Paleolitico, che lavora nell’ambito della Biologia evoluzionista e insegna presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza – ripercorrerà il cammino dell’uomo dai primi fuochi usati per cuocere la selvaggina fino alla bomba atomica nell’incontro Fuoco cammina con noi: dagli australopitechi al progetto Manhattan (sabato 5 settembre). Tra le attività umane la cucina è una di quelle per cui il rapporto con l’ambiente è – o dovrebbe essere – di primaria importanza. Con questi presupposti Chiara Pavan, alla guida insieme a Francesco Brutto del ristorante Venissa, inviterà il pubblico di Sarzana a scoprire la laguna di Venezia attraverso le sue materie prime, le erbe spontanee e le specie invasive che la abitano. Non si tratta soltanto di ingredienti per cucinare, ma di elementi attraverso i quali narrare un territorio ed esprimere una visione del mondo. Pavan dialoga con la scrittrice Gaia Manzini nell’incontro Quando il fuoco è territorio (venerdì 4 settembre).
Il fuoco creativo: arti e letteratura e cinema Davide Ferrario, regista, romanziere e saggista, ha per professione un occhio allenato all’osservazione e si è chiesto cosa capita davvero tutte le volte che guardiamo uno schermo, dallo smartphone al computer. La questione non si limita all’attendibilità delle immagini, in tempo di IA, ma più in generale al rapporto tra l’osservatore e l’oggetto del suo sguardo. Il titolo dell’incontro è Fuori fuoco, ovvero cosa guardiamo quando guardiamo uno schermo? (sabato 5 settembre). Melania Mazzucco, scrittrice e appassionata studiosa 6 d’arte, terrà un intervento dal titolo Fuoco sacro, fuoco fatuo. Estro e meteore fra arte e letteratura (sabato 5 settembre): attraverso letteratura e pittura, Mazzucco approfondirà l’ambivalenza del fuoco come potenza trasformatrice e distruttrice, come metafora di vera creatività e di passione illusoria. A fare da guida sarà il “fuoco sacro” che ha animato l’opera di artisti e scrittori di epoche diverse, da Goethe a Piero di Cosimo, da Leopardi ad Alberto Burri. Lo scrittore Geoff Dyer, in dialogo con Giulio Silvano, affronterà, durante l’incontro Il fuoco della provincia (domenica 6 settembre), il rapporto tra memoria personale e storia collettiva, indagando la forza narrativa dell’autobiografia e quella particolare sensazione di sentirsi stranieri a casa propria. Dorothee Elmiger e Alessandro Zaccuri dialogheranno attorno al tema del mistero durante l’incontro Fuoco che illumina, fuoco che nasconde (sabato 5 settembre). I due autori si avvicinano con le loro opere alla soglia oltre la quale si cela ciò che non si conosce, ciò che non si può dire. Le due protagoniste del romanzo di Elmiger, Quello che non si può dire (Feltrinelli Gramma, 2026), ci conducono nei misteri della giungla latino-americana, mentre Zaccuri, con il suo Le ombre (Marsilio, 2025), in un Sud arcaico e spietato. La mente che arde Michela Matteoli, direttrice del programma di Neuroscienze dell’ospedale universitario Humanitas, dedica il suo intervento Il fuoco del cervello.
Tra difesa e danno (domenica 6 settembre) al delicato equilibrio grazie a cui vive il nostro cervello. Un ruolo centrale è giocato dalle infiammazioni: esse riparano e rimodellano le connessioni tra neuroni, rendendo il cervello capace di adattarsi ai cambiamenti esterni, ma, se non si spengono al momento giusto, possono contribuire allo sviluppo di malattie neurologiche e neurodegenerative. Una scrittrice, Alessandra Carati, e una psicologa e neuroscienziata, Giuliana Mazzoni, professoressa emerita in Neuroscienze e Psicologia alla University of Hull e alla Sapienza Università di Roma, metteranno in campo le rispettive competenze nell’incontro dal titolo Il fuoco della memoria tra neuroscienza e letteratura (sabato 5 settembre). La memoria somiglia al fuoco nel suo bisogno di essere alimentata perché non si estingua e, come le fiamme, è instabile e mutevole. Per la scienza un ricordo esiste quando una specifica rete di connessioni neurali già acquisita torna ad accendersi: ogni volta che ciò accade, qualcosa cambia e il ricordo viene riscritto. La memoria è anche il terreno di battaglia della letteratura e in particolare dell’ultimo libro di Alessandra Carati, dove la stessa, drammatica, vicenda vissuta da tre protagonisti emerge con modalità, dettagli e pesi diversi, a seconda della voce che la rievoca. Non devono preoccuparci gli amori infelici, ma gli amori infelici che durano una vita. Succede a tutti di farsi male, ma è importante riconoscere quando il male ci colpisce alle spalle e quando siamo noi a offrirgli il 7 fianco. Alle relazioni tossiche sarà dedicato l’incontro Soffrire a fuoco lento: le relazioni masochistiche (sabato 5 settembre), una lectio di Vittorio Lingiardi, psichiatra e psicoanalista, professore ordinario di Psicologia dinamica presso La Sapienza di Roma, amico di lunga data del festival. Il tempo che brucia (6 settembre), protagonisti lo psicologo e psicoterapeuta Matteo Lancini insieme a Livia Viganò e Tommaso Coluzzi, rispettivamente COO e co-founder e giornalista di Factanza Media, sarà l’occasione per discutere i temi che oggi investono le nuove generazioni, dalla salute mentale alle loro aspettative e fragilità, per cercare di distinguere il fuoco che le accende da quello che le consuma.
Fuoco contro Francesca Mannocchi, giornalista e scrittrice che si occupa di migrazioni e conflitti, sarà nuovamente protagonista del festival durante dell’incontro dal titolo Le parole che bruciano (sabato 5 settembre). Sarà l’occasione per riflettere sui limiti che il linguaggio incontra quando racconta la guerra, quando le parole non bastano eppure sono l’unico strumento per custodire le storie di chi attraversa i conflitti e conservare ciò che non dev’essere dimenticato. Spegnere il fuoco (sabato 5 settembre) è l’incontro in cui Alfonso Ceretti, criminologo e professore ordinario all’Università Milano-Bicocca, indagherà condizioni a cui è possibile pensare la pace quando la guerra torna a essere parte del linguaggio ordinario della politica. Su questi temi è impegnato in Colombia Roberto Cornelli, criminologo e professore ordinario all’Università degli Studi di Milano, di cui verrà proiettato un contributo video. La guerra costringe ad aprire il fuoco contro il nemico, ma talvolta metaforicamente anche contro se stessi. È il caso di Artem Chapeye, scrittore e giornalista ucraino, da sempre pacifista e diffidente verso ogni forma di nazionalismo e verso gli eserciti, che all’inizio dei bombardamenti russi su Kiev, nel febbraio del 2022, decide di arruolarsi. Chapeye, tutt’ora in servizio nell’esercito ucraino, e Francesco Battistini, che per il Corriere della Sera ha seguito da vicino numerosi conflitti, si confronteranno su cosa significhi per un cittadino europeo trovarsi improvvisamente in guerra e di quali contraddizioni vivano tanto il pacifismo quanto il patriottismo nell’Ucraina di oggi. Il titolo dell’incontro è Fuoco nemico (sabato 5 settembre).
In Fuoco e ordine internazionale (domenica 6 settembre) Vittorio Emanuele Parsi, ordinario di Relazioni Internazionali all’Università Cattolica e Accademico dei Lincei, leggerà le trasformazioni del sistema globale a partire dalle guerre che, nella storia moderna e contemporanea, hanno scandito la fine di un ordine e l’inizio di un altro. Oggi il fuoco delle armi sembra devastare l’ordine liberale, ma potrebbe anche bruciare le vanità di chi lo ha appiccato. 8 Il fuoco della Storia Nell’appuntamento Ragazze in fiamme. Giovanna D’Arco e le altre (sabato 5 settembre) Fernanda Alfieri, storica e docente all’Università di Bologna, e Valeria Parrella, scrittrice e drammaturga, si interrogheranno sul destino della santa francese e di tutte le ragazze vissute tra Medioevo e Rinascimento, in bilico tra le pressioni della comunità e i loro desideri eccezionali. Per farlo, Alfieri e Parrella si appelleranno alla letteratura come strumento per osservare le vicende storiche da una prospettiva alternativa. Eve MacDonald, senior lecturer di Storia antica all’Università di Cardiff, terrà una lectio sulla storia della città, e con essa di una civiltà tra le più straordinarie e incomprese del Mediterraneo antico: Cartagine. Le vicende che la riguardano sono state tramandate quasi esclusivamente attraverso i miti e le parole dei suoi nemici. Dietro la leggenda, però, sopravvivono una città e una popolazione reali, che aspettano ancora di essere riportate alla luce. Il titolo dell’incontro è Dalla pira di Didone alla distruzione di Scipione: la storia di Cartagine attraverso il fuoco (domenica 6 settembre).
Lo storico e scrittore Alessandro Barbero, presenza irrinunciabile al Festival della Mente, tornerà sulla figura di San Francesco con una lectio dal titolo San Francesco e il fuoco (sabato 5 settembre; domenica 6 settembre in replica e in streaming): l’elemento al centro della XXIII edizione del festival è presente in molti modi nella vita e nella leggenda del santo, a partire dal Cantico delle creature, in cui san Francesco invita a ringraziare il Signore per aver creato il fuoco capace di illuminare la notte. Spesso si usa l’espressione “secoli bui” per definire il Medioevo. Beatrice Del Bo, medievista dell’Università degli Studi di Milano, incentrerà il suo intervento Fuoco e fiamme. Un ardente Medioevo (domenica 6 settembre) su quanto sia da ridimensionare l’associazione fra questo periodo storico e l’oscurità. Fiaccole e candele che illuminano case e taverne, incendi che devastano i campi di battaglia, falò che celebrano i potenti e i loro successi: più che il buio, sembra il fuoco l’elemento naturale e distintivo di quel millennio. Il fuoco della passione Metafora dagli infiniti riverberi, il fuoco paziente delle braci che diviene simbolo della pazienza umana sarà lo spunto dell’incontro La pazienza del fuoco (venerdì 4 settembre) con il giornalista e scrittore Mario Calabresi. L’amore, come il fuoco, illumina e trasforma, può consumare le certezze e lasciare tracce durature, braci che non si spegneranno mai completamente. André Aciman, più di ogni altro autore, ha saputo raccontare questa struggente forma di desiderio, che ha la forma di un incontro che vive dentro di noi per tutta la vita. Ne discuterà con Rosa Polacco nell’incontro Questa cosa che quasi non fu mai ancora ci tenta (sabato 5 settembre). Una coppia sopravvive alle prove più difficili poste 9 dalla natura, e nella fattispecie dall’Oceano, grazie al fuoco tenace dell’amore e delle sue molteplici forme, a partire dalla cura e dal desiderio di avere, ancora, un progetto di vita insieme. Di questa storia straordinaria racconterà Sophie Elmhirst – tra le voci più interessanti del giornalismo narrativo contemporaneo – in dialogo con la scrittrice Gaia Manzini.
Il titolo dell’appuntamento è Il fuoco che consuma e riaccende (sabato 5 settembre). Di oggetti apparentemente insignificanti ma capaci di illuminare insieme storie private e collettive rimaste ai margini dei racconti ufficiali – come un lacero sacco di iuta con ricami sbiaditi – si è occupata Tiya Miles, storica dell’Università di Harvard e vincitrice del National Book Award, nella sua opera narrativa più recente che sarà lo spunto per il dialogo Un focolare che attraversa un secolo: tre donne e una storia familiare (domenica 6 settembre) con Tiziana Lo Porto. Il fuoco va in scena L’attrice Anna Della Rosa interpreterà la lettura scenica Diario di Eva, con cui Dario Fo e Franca Rame hanno reinventato alcuni celebri passaggi della Genesi. La prima donna della creazione appare vivace e brillante e ha un dono straordinario: è lei a dare un nome alle cose. Quando ci prova Adamo, il risultato è mediocre, ma Eva per amore gli fa credere di essere il genio della coppia. Lo spettacolo è prodotto da Casa del Contemporaneo in collaborazione con Stanze. Francesca Mannocchi e il musicista e compositore Rodrigo D’Erasmo portano a Sarzana lo spettacolo Crescere, la guerra (venerdì 4 settembre). Attraverso musiche, parole e testimonianze, lo spettacolo mette in scena le storie di chi è travolto da violenze e conflitti, da Gaza alla Siria, partendo da una domanda: cosa succede quando la guerra entra nella vita quotidiana delle persone? Crescere, la guerra è uno spettacolo di Francesca Mannocchi, la regia è di Giorgina Pi, le musiche di Rodrigo D’Erasmo, la produzione di Gemma Concerti. Piero Maranghi, editore e direttore di Sky Classica, terrà una conferenza-concerto dal titolo Piano “con Fuoco” (domenica 6 settembre): accompagnato al pianoforte da Giovanni Bertolazzi, offre al pubblico un percorso attraverso i modi in cui i compositori, dal tardo Ottocento a oggi, hanno messo in musica la loro idea di fuoco. Maranghi prende le mosse da una suggestione: l’indicazione “con Fuoco” nelle partiture chiama l’interprete ad adottare un tempo brillante, ma anche ad aumentare notevolmente l’intensità nell’esecuzione.
Vasco Brondi, cantautore e scrittore, e Federico Dragogna, chitarrista, compositore e paroliere, saranno al Festival della Mente con l’anteprima dello spettacolo Una cosa spirituale. Musiche e letture tra terreno e ultraterreno (domenica 6 settembre) dedicato alla ricerca del fuoco che tiene viva la creatività e alimenta l’arte come pratica 10 spirituale. Attraverso letture, riflessioni e suoni, il pubblico sarà condotto in un viaggio che intreccia musica, letteratura, filosofia e autobiografia. extraFestival Si conferma in questa XXIII edizione l’appuntamento con la sezione extraFestival, una serie di attività, laboratori, spettacoli collaterali, che coinvolge tutta la città di Sarzana. parallelaMente La XIII edizione di parallelaMente, rassegna off del Festival della Mente curata da Orianna Fregosi, si svolgerà dal 3 al 5 settembre a Sarzana e vedrà associazioni culturali e artisti locali a confronto con realtà provenienti da altri territori. Le iniziative di quest’anno avranno come titolo Il fuoco della passione – che crea relazioni e spazieranno dalla musica alle arti performative e visive, fino ai workshop. In programma anche parallelaMente Kids, un palinsesto dedicato ai più piccoli, curato da Francesca Gianfranchi. Tutti gli eventi di parallelaMente sono gratuiti e a ingresso libero. Il programma completo è disponibile sul sito www.festivaldellamente.it, sezione extraFestival. FurgoMytho Anche quest’anno sarà presente al Festival della Mente FurgoMytho, un furgone trasformato in una postazione radio itinerante, da cui Radio Rogna racconterà il festival in tempo reale, raccogliendo le voci del pubblico – dai bambini agli adulti – e le testimonianze degli ospiti protagonisti degli incontri. L’iniziativa è curata da Radio Rogna, web radio libera e indipendente attiva dal 2016, ed è nata nel 2023 per ricordare Giulio, giovane appassionato di mitologia greca, che amava raccontarla con leggerezza e ironia nei podcast realizzati durante i laboratori della radio. Spazio AUT AUT – Inclusione e creatività I ragazzi e le ragazze di Fondazione AUT AUT ETS, nata alla Spezia per favorire l’inserimento nel mondo del lavoro di giovani adulti con autismo e disabilità, durante i giorni del festival proporranno al pubblico il merchandising ufficiale della manifestazione, realizzato dal marchio Amelie, e prodotti artigianali da loro creati. Fondazione AUT AUT è costituita da AGAPO Odv e Fondazione Il Domani dell’Autismo ETS con Fondazione Carispezia. Il festival gode del Patrocinio del Ministero della Cultura, della Regione Liguria e di RAI Liguria. Partner culturali del Festival sono +Classica, Stanze. Il festival è sotto gli auspici del Centro per il Libro e la Lettura. 11 Segno Verde, azienda che fornisce gas e energia elettrica prodotta al 100% da fonti rinnovabili, sarà presente al festival con uno spazio dedicato, concepito come luogo di incontro e condivisione, che accompagnerà il pubblico in un percorso ispirato ai valori della sostenibilità, dell’innovazione e della cultura green. Grazie a Crédit Agricole, Società Edilizia Tirrena s.p.a., Intermarine, Euroguarco, Hesperio – Società Consortile r.l, Amelie, Fastweb, G.M.N. – Macchine ed arredi per uffici, Centroluna, Bagno Arcobaleno. Anche quest’anno, la manifestazione conta sull’impegno e l’entusiasmo di 250 volontari, studentesse e studenti delle università di tutta Italia e delle scuole superiori del territorio. Il programma è disponibile sul sito www.festivaldellamente.it I biglietti saranno disponibili dalle ore 9.30 di venerdì 17 luglio sul sito del festival www.festivaldellamente.it, sul sito di Ticketmaster e a Sarzana presso la biglietteria del Teatro degli Impavidi (informazioni nella sezione Biglietti del sito).
La lectio magistralis di apertura è a ingresso gratuito con biglietto prenotato con le stesse modalità previste per gli eventi a pagamento; tutti gli eventi hanno il costo di Euro 5,50 eccetto eventi n. 22, 30, 43, 44 Euro 10,00 ed eventi n. 4, 32 Euro 15,00. I luoghi del festival: Cinema Moderno, Piazza Matteotti, Teatro degli Impavidi e Fortezza Firmafede. I podcast degli incontri delle scorse edizioni del Festival della Mente sono disponibili gratuitamente sulle piattaforme Spotify, Spreaker, Apple Podcast. I video sono disponibili sul sito e sul canale YouTube del festival. I social Instagram: festival_della_mente Facebook: @festivaldellamente YouTube: Festival della Mente Sarzana Hashtag #FdM26









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